Sulle tracce di Fenoglio per riscrivere la storia del partigiano Lupo
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di Atro Reiter
Il tic di un ricordo. La vicinanza di un’esperienza vissuta nel profondo. L’attenzione alle sorti d’Italia, per dare voce a un discorso che non andava lasciato perso nel nulla del chiacchiericcio quotidiano.
È da qui che prende l’avvio il romanzo Ho una storia per te di Attilio Coco, da questa straordinaria rivisitazione della Resistenza, attraverso l’intrecciarsi quasi necessario della Storia nazionale a una storia individuale. La storia di un ex partigiano che insegue la propria catarsi e quella di uno scrittore in cerca di una storia.
Le loro vicende si uniscono mediante una semplice struttura narrativa, coinvolgente e necessaria, quanto basta perché un’amicizia si trasformi in un’intensa recherche (per citare un autore caro allo scrittore lucano) interiore e romanzesca.
Un omicidio, un agguato, nato dopo una sottile parabola di vita: due genitori attenti che crescono un figlio senza imporgli la loro personale visione politica, visione che Duilio Foresti adotterà da solo, prendendo coscienza dell’assurdità del regime fascista. Uno sparo. Solo in quello Duilio non si riconoscerà più, solo a quello, nello sforzo fatto per cancellare quel dolore, guarderà per riformulare la propria esistenza, tesserne nuovamente un senso.
L’incontro con lo scrittore Pietro Mattei, giovane appassionato di letteratura è fulminante e costruttivo. Alla fine del percorso ritroveremo lo scrittore, onnivoro di letteratura partigiana, sperimentare dentro sé i fantasmi e le volontà del vecchio combattente, nome di battaglia Lupo.
Fonti di questo lavoro sono Fenoglio nella genesi storica, e sicuramente Calvino, in quelle inattese rivelazioni di confessione nostalgica dell’esperienza partigiana che appartengono a Duilio. E, nella scrittura piana ma riflessiva, nello stile cinematografico, secco e appassionato, Moravia sembra aver dettato quel particolare tono teso tra la moderazione e il pathos.
Riavvolgere i fili della memoria, e di questa memoria fatta di sangue e lacrime, non è mai facile. Un’afa opprimente avvolge infatti tutto il romanzo attenuandosi solo nella pioggia del finale che si lega alla morte, purificazione essenziale dell’intero percorso interiore di ciascun personaggio.
Un romanzo da leggere a piccoli sorsi, come un bicchiere di Aglianico del Vulture, forte, dall’intenso colore rubino.
“Ho una storia per te” di Attilio Coco concorre a “Libro del mese Fahrenheit”: votalo inviando un’e-mail all’indirizzo fahre@rai.it con all’oggetto “libro del mese” e nel testo “Voto Ho una storia per te di Attilio Coco (Edizioni Spartaco).
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