Al Salone di Torino con quel punk di Twain e quel rockettaro di Pasi
Torna a www.edizionispartaco.it
di Olga Campofreda (www.lagallinabianca.it)
Un amico non troppo tempo fa mi ha detto che – per quanti libri tu possa aver letto nella vita – ti ritroverai sempre, prima o poi, in compagnia degli stessi, contati, volumi di una Torah personale. Sempre quell’amico – che definirei mistico esperto di lettura – ha detto che il momento in cui si incontrano questi libri fondamentali non è totalmente dovuto al caso, ma al caso che sposa una predisposizione dell’anima, necessaria. A Torino, nel cuore della primavera, che per definizione e stereotipo è stagione d’amore, caso e necessità si aiutano con l’occasione degli incontri fisici e intellettuali con la scrittura scritta, raccontata, discussa. Perché il Salone del Libro, anche quest’anno, è stata occasione di connubio per tanti intelletti predisposti all’innamoramento di una pagina o un autore, per quanto il mare, come sempre nelle fiere, fosse pieno (ma pieno, pieno) di pesce-libri. Prosegui la lettura »
di Attilio Coco (
Un Paese che oggi è sottosopra.
di Olga Campofreda (
ra della donna che da straniera approda in una grande città, la femminista Flora Tristan individua diverse categorie, tra cui quella della “donna disonorata”:
o una lezione che dovrà successivamente dimenticare. Essi ripetono, riassestano e chiariscono le lezioni della vita, ci liberano da noi stessi, ci costringono a conoscere gli altri e ci mostrano la trama dell’esperienza come non riusciamo a vederla con i nostri occhi, ma attraverso un’altra prospettiva che, per una volta, non è il nostro ego, mostruoso distruttore. Per fare questo, essi devono essere ragionevolmente fedeli alla commedia umana».
sorriso, mentre le voci della mia coinquilina e delle sue amiche arrivavano chiare e distinte dal salotto alla mia stanza, attraverso il corridoio. Si vedono una volta al mese, fanno certe riunioni in cui si raccontano ufficialmente i fatti salienti delle settimane trascorse e in genere finisce sempre male, dato che non sono mai d’accordo su niente.