la scampanata – newsletter delle edizioni spartaco (ottobre 2010)
“Per segnare bisogna tirare in porta”: presentazione a Pavia
«… gli autori erigono i loro piccoli, personalissimi altarini ai propri idoli del calcio, in un amarcord agrodolce, con ironia, affetto, divertimento, entusiasmo, a volte con struggente nostalgia: tutti sentimenti riflessi in quel magico rettangolo d’erba capace di contenere gioie e dolori, miseria e nobiltà». Parola di Fabrizio Coscia del quotidiano Il Mattino.
Di calcio, calciatori, appassionati, nostalgici e neofiti del pallone si parlerà a Pavia l’11 novembre 2010.
Appuntamento alle ore 18.00, nella Feltrinelli di via XX Settembre, 21 con Marco Civoli (voce della Nazionale italiana), Paolo Pasi (giornalista Rai3) e con la poetessa Lara Vecchio, tutti scrittori della “squadra” di “Per segnare bisogna tirare in porta. Tredici storie per tredici calciatori” (Edizioni Spartaco).
Prossimamente “Le opinioni di Jérôme Coignard”
E’ in uscita «il più radicale breviario scettico che sia apparso dopo Montaigne» come fu definito dal critico Jules LemaÎtre nella prima edizione del 1893. “Le opinioni di Jérôme Coignard”, dopo 86 anni dall’ultima traduzione italiana, resta di un’attualità strabiliante, né deluderà gli insoddisfatti della politica.
Dal premio Nobel del 1921, Anatole France (1844-1924), il testo si pone in linea con la scuola di Voltaire e Diderot: ambientato nei primi decenni del Settecento, l’abate Coignard intraprende una discussione ironica e pungente con persone incontrate per caso. Si parlerà di politica, dio, morale pubblica, di scienza, di accademie, esercito, spesso con invettive contro gli usi del tempo e la crudeltà degli uomini. Un libro che osteggia fortemente gli assolutismi e, al contempo, analizza con diffidenza lo strumento della rivoluzione.
“Le opinioni di Jérôme Coignard” segna una fase importante nella vita di Anatole France che, a partire da quest’opera, inizierà ad approfondire sempre più l’argomento politico, fino a prendere parte attivamente tra gli intellettuali schierati a difesa del capitano Dreyfus.
Le Edizioni Spartaco propongono un libro (tradotto e curato da Filippo Benfante) che, oggi più che mai, aiuta a interrogarsi sullo spirito dei tempi.
Premio Basilicata: Edizioni Spartaco tra i vincitori!
La XXXIX edizione del premio “Basilicata” ha premiato il volume “Potenza città capoluogo (1806-2006)” di Edizioni Spartaco nella sezione “Premio città di Potenza”, un’edizione speciale stampata in occasione del bicentenario di Potenza come città capoluogo.
Tra i premiati, nelle altre sezioni:
vince la sezione di Economia Politica e Diritto dell’Economia, premio “Senatore Tommaso Morlino”, Luciano Gallino, il libro è “Con i soldi degli altri. Il capitalismo per procura contro l’economia” (Einaudi); Laura Pariani vince la Narrativa nazionale con “Milano è una selva oscura” (Einaudi).
Il premio è stato consegnato lo scorso 23 ottobre, nel Teatro Roma di Muro Lucano, e una copia del libro “Potenza città capoluogo (1806-2006)” è stata donata alla signora Giuralongo, vedova del compianto professor Raffaele, curatore dei volumi, autore di scritti importanti sulla città di Potenza e membro della Giuria della Saggistica del Basilicata.
Un “magazine”… vivace
Dopo un po’ di silenzio, sono ripartiti gli aggiornamenti del nostro magazine (www.spartacomagazine.com), uno spazio di riflessione, discussione e comunicazione che lega direttamente i lettori alla casa editrice, con uno sguardo più ampio sul mondo della letteratura. Nei prossimi mesi, una volta a settimana, il blog sarà arricchito di interviste ai protagonisti del panorama letterario ed editoriale, novità dalle Edizioni Spartaco, piccoli pensieri clandestini spuntati fuori dalle pagine di un libro.
Un solo post, per cominciare bene: ci teniamo in allenamento per prepararci ad un cambiamento più radicale, con la pagina che andrà sempre più avvicinandosi alla forma di un giornale, con maggiori contenuti.
Per adesso muoviamo i primi passi…voi teneteci la mano!
Quando la letteratura è condivisione, diventa un link:
Vi aspettiamo!
Hanno parlato di noi…
- Paolo Pasi (giornalista del TG3 e autore di “Memorie di un sognatore abusivo”, libro del mese di gennaio 2010 di Fahrenheit), di nuovo ospite della trasmissione cult di Radio RaiTre, ha giocato per un giorno a fare lo speaker radiofonico rinunciando allo schermo, e ha parlato di The White Family. Il libro della scrittrice inglese Maggie Gee è stato inserito da Fahrenheit nella lista dei libri del mese di luglio 2010. Il romanzo “Il diluvio” di Maggie Gee è stato tra i venti libri dell’anno 2006 consigliati da Fahrenheit: all’epoca, primo dei venti fu “Gomorra” di Roberto Saviano.
- L’internazionale (21/27 Maggio 2010) riporta una recensione di “The White Family” tratta dall’Indipendent: «Provocatorio e sconvolgente» a detta della giornalista Melissa Benn, «un romanzo spregiudicatamente contemporaneo, che abbraccia il caos ideologico ed emotivo dei nostri tempi».
- In pieno clima da mondiale, l’Unità ha dispensato un consiglio a tutti gli appassionati di calcio; a proposito dell’antologia “Per segnare bisogna tirare in porta. Tredici racconti per tredici calciatori” scrive: «Un buon libro o una piacevole partita? Perché non entrambi?». E, allora, visto e considerato come sono andati i Mondiali, restano il campionato e naturalmente il buon libro!
Buone letture dalle Edizioni Spartaco
Dal 25 novembre è in libreria Memorie di un sognatore abusivo di Paolo Pasi. Si tratta del primo romanzo italiano pubblicato dalle Edizioni Spartaco nella collana “Dissensi”, finora dedicata soprattutto alla narrativa straniera contemporanea. In 216 pagine, l’autore (milanese, giornalista del Tg3 Rai) porta il lettore nel 2035, in uno Stato governato da un regime che impone tasse sui sogni dei cittadini e che li controlla con una macchina infernale da applicare prima di addormentarsi… L’IVO (Imposta sul Valore Onirico) colpisce i sogni dei poveri per esentare l’insonnia dei ricchi. Ma c’è chi si ribella ed è il protagonista di questo sorprendente romanzo… E se cambiare il mondo finisce per essere la vera illusione, l’anelito alla libertà riesce a sopravvivere solo grazie al sogno che alimenta la speranza.
“Colonel Durruti scrive noir, ma è un impostore: la sua voce vera esce da ogni crepa, e quella sì che dà i brividi”. Sono le parole con cui si chiude il testo di quarta di copertina che Paolo Colagrande (vincitore del Premio Campiello-opera prima nel 2007 con il romanzo Fideg) ha scritto per La strega mascherata, secondo romanzo tradotto in italiano di Emmanuel Jouanne e Yves Frémion, i due autori francesi che hanno scelto lo pseudonimo Colonel Durruti per la loro serie dedicata al Soviet, gruppo sovversivo protagonista del precedente Ammazza un bastardo! (sempre per le Edizioni Spartaco).