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Archivio per gennaio 2010

la scampanata di gennaio (bis)

locandina_premionapoli_pasi“Memorie di un sognatore abusivo”, appuntamenti a Palermo, Napoli e Santa Maria Capua Vetere

Tris di appuntamenti per Paolo Pasi, giornalista televisivo e autore per le Edizioni Spartaco di Memorie di un sognatore abusivo. Lo scrittore milanese sarà oggi (28 gennaio, ore 18.30) a Palermo, nella libreria Modusvivendi (via Quintino Sella 79), per presentare il suo romanzo insieme a Salvatore Cusimano, direttore della sede siciliana della Rai.

Domani (29 gennaio, ore 17), a Napoli, Pasi sarà protagonista dell’incontro sul tema “La geografia dei dissensi. Viaggio nel catalogo delle Edizioni Spartaco dal brasiliano Campos de Carvalho all’italiano Paolo Pasi” che si terrà nella sede della Fondazione Premio Napoli presieduta da Silvio Perrella (piazza del Plebiscito, Palazzo Reale). All’incontro parteciperanno Giovanni Lamanna (direttore editoriale delle Edizioni Spartaco) e Pietro Treccagnoli (giornalista del Mattino); modera Marco Ottaiano.

Ultima tappa a Santa Maria Capua Vetere: sabato 30 gennaio, alle 18, nella libreria Spartaco-Interno4 (via Martucci 18), Pasi incontrerà i lettori e gli studenti del liceo classico Cneo Nevio.

Il giornalista e scrittore questo mese è stato anche ospite di Fahrenheit, il programma culturale del pomeriggio di Radio Rai Tre. Memorie di un sognatore abusivo è stato, quindi, “libro del giorno” di Fahrenheit e potrà essere votato dagli ascoltatori e dai lettori come “libro del mese” di gennaio (si vota con una e-mail a fahre@rai.it). L’intervista a Pasi – che dura circa venti minuti – può essere ascoltata sul sito della trasmissione [segui il link…].

 

In arrivo “Il boccale bulgaro” di Campos de Carvalho 

Sarà nelle librerie a febbraio il primo romanzo di un grande scrittore brasiliano tradotto in Italia. L’autore è Campos de Carvalho, considerato un vero e proprio classico nel suo paese, e il titolo del libro è Il boccale bulgaro. Scritto in soli venticinque giorni, Il boccale bulgaro è la paradossale storia costruita intorno a un viaggio annunciato a mezzo stampa dal protagonista. L’obiettivo, incredibilmente serio, è capire se la Bulgaria effettivamente esista e se, con essa, esistano anche i boccali bulgari (durante la dittatura, la frase «arriva il boccale bulgaro» era usata nelle redazioni dei giornali per annunciare la sgradevole visita dei censori). In poche pagine, si viene risucchiati in una storia visionaria, con uno stile inconfondibilmente raffinato, colto e tagliente, impreziosito da una rara ironia e animata da un protagonista memorabile.

 

Hanno parlato di noi…

-      sul Corriere della Sera di domenica 17 gennaio, Simone Bertelegni recensisce il romanzo Memorie di un sognatore abusivo di Paolo Pasi, in un articolo intitolato “La fantasia non è al potere: storia di Bob, un sognatore abusivo “molto orwelliano”. 

 

I libri belli dei nostri amici…

Due appuntamenti fiorentini per due ottimi amici delle Edizioni Spartaco, entrambi alla libreria La Cité (Borgo San Frediano 20r, Firenze):

-      venerdì 5 febbraio, ore 18: presentazione del libro di Piero Brunello, Storie di anarchici e di spie. Polizia e politica nell’Italia liberale (Donzelli). Introducono Filippo Benfante e Stefano Vitali. Piero Brunello ha curato (con lo stesso Benfante) la collana Il risveglio per le Edizioni Spartaco ed è stato curatore dei volumi Autobiografia mai scritta di Errico Malatesta (con Pietro Di Paola) e Una rondine fa primavera di Lev Tolstoj. Filippo Benfante ha curato la raccolta di scritti di Carlo Levi La strana idea di battersi per la libertà (sempre per le Edizioni Spartaco);

-      giovedì 18 febbraio, ore 18: presentazione del libro di Christian G. De Vito, Camosci e girachiavi. Storia del carcere in Italia (Laterza). Introducono Vittorio Sergi e Paola Ricciardi. Il saggio di De Vito sarà presentato anche a Santa Maria Capua Vetere sabato 13 febbraio, alle 18, nella libreria Spartaco-Interno4 (via Martucci 18), con l’autore e con Dario Stefano Dell’Aquila.

Buone letture dalle Edizioni Spartaco

Haiti, è presto per dimenticare

Haitians Line Up for UN-Distributed Fooddi Paola Ghinelli www.paolaghinelli.net

I telegiornali ci mostrano immagini drammatiche di Haiti. Immagini di morte, ma anche immagini di vita nelle quali a volte ai bambini feriti nel corpo e nell’anima sfugge un sorriso alla vista della telecamera. Come decifrare queste immagini però, senza sapere nulla di Haiti? In Europa, e in Italia in particolare, non si parla quasi mai di questa mezza isola, se non in occasione di grandi catastrofi naturali o politiche. Certo, Haiti ha avuto una storia tormentata, e invito chi legge a documentarsi a questo proposito per poter meglio comprendere l’attualità. Vale la pena però di parlare qui della forza del popolo haitiano, forza dimostrata non solo dalle numerosissime produzioni artistiche di qualità in ambito musicale, letterario, pittorico, ma anche dalle scelte politiche di questo popolo, che da sempre ha subito dominazioni di ogni tipo, e da sempre si è ribellato, vincendo anche nel 1804 (forse unico caso al mondo, di certo il primo) i colonizzatori francesi con una rivoluzione vittoriosa.

Anche la scelta del presidente attualmente in carica, René Préval, eletto nel 2006, ha dimostrato volontà e determinazione da parte del popolo haitiano, per diversi motivi. Per cominciare, le elezioni del 2006 si sono svolte in modo democratico nonostante le esperienze di violenze e di dittatura molto recenti per il paese. Inoltre, Préval è stato scelto dal popolo in una rosa di una trentina di candidati tra cui noti mandanti di omicidi illustri e fantocci sostenuti dalla CIA. Insomma, Préval, che certo ha i suoi limiti politici, è comunque il frutto di una certa maturità elettorale, e la dimostrazione del fatto che il popolo haitiano desidera far progredire il paese, possibilmente riducendo al minimo le ingerenze straniere.

Oggi però il terremoto ha portato a uno stato d’emergenza difficilmente descrivibile. Le istituzioni, il governo, la protezione civile sono assenti. Gli stessi agenti dell’ordine locali non sono visibili, i commissariati sono in rovina. Al di là delle emergenze legate al terremoto, di cui qualche notizia ci giunge e sulle quali non mi dilungherò, la popolazione –anche quella incolume- si sente tre volte insicura, perché un paese povero segnato da una catastrofe di questa portata è più esposto ad abusi e arbitri, perché non si ha modo di proteggersi rivolgendosi alle forze dell’ordine e soprattutto perché si teme che la comunità internazionale si sostituisca alle istituzioni locali nel governo del paese. Quest’ultimo timore è largamente fondato dai decenni (oramai si può parlare di secoli) di politica statunitense aggressiva, e più generalmente, dai secoli di dominazione straniera che con grande sacrificio Haiti è sempre riuscita a scrollarsi di dosso.

Soprattutto, questi timori sono giustificati dall’eccessiva militarizzazione dei cosiddetti aiuti e dalle discutibili scelte organizzative: oggi, a una settimana (per chi scrive) dal terremoto ci sono ancora quartieri di Port-au-Prince come ad esempio Carrefour, periferico ma non troppo, dove gli aiuti non sono mai arrivati, i pasti e l’acqua non sono stati distribuiti e soprattutto nessun tipo di macchina ha mai scavato tra le macerie per salvare gli eventuali superstiti. Chi poteva ha scavato con le mani. Anche i media europei hanno diffuso la notizia che molti degli aiuti provenienti dall’estero sono bloccati in aeroporto o sono stati deviati verso Santo Domingo.

Haiti però, come dicevo, resiste, e in questo momento vige quasi ovunque una solidarietà di quartiere in netto contrasto con l’immagine data dai media stranieri di violenza dei più forti sui più deboli. Se molti haitiani si sono organizzati per sfamare e dissetare i vicini meno fortunati, questo non significa che le immagini di risse ai piedi degli elicotteri militari che lanciano cibo non siano veritiere. Ma il lancio dal cielo, proprio dei paesi in guerra invasi da eserciti stranieri, era davvero la migliore soluzione per soccorrere Haiti? Analogamente, gli episodi di violenza e sciacallaggio sono innegabili, ma è innegabile anche la grande dignità e operatività degli haitiani. Le fonti mediatiche locali insistono molto sui piccoli successi quotidiani, come ad esempio sul fatto che da un paio di giorni le due o tre farmacie che sono rimaste in piedi hanno riaperto i battenti.

C’è da augurarsi che questo atteggiamento risoluto davanti alla devastazione sia un esempio per ognuno, in primis sul piano umano. Che la prospettiva degli haitiani sulla catastrofe ci sia di monito per aiutare, sì, ma nel modo giusto. Che tutto questo coraggio serva anche a non rendere Haiti una sorta di effimera moda dell’elemosina ma a imprimerla nelle nostre menti per non dimenticare i feriti, i malati, le donne incinte, i bambini e tutto un popolo che avrà bisogno di essere aiutato a rialzarsi per riprendere a camminare da solo.

i libri vale aprirli

petrungaro_fratelli_web(presentazione di Fratelli di chi a Mantova, 1 dicembre 2009)

E chi l’avrebbe detto che quel libretto, libricino, diciamo libello, alla fine avrebbe originato una discussione così ricca? E io che pensavo, come molti accademici, che i libri seri dovessero esser anche lunghi. E grandi di formato, possibilmente. Guarda un po’ questo, invece, ci sta comodamente in borsa, non pesa, ha pure un sacco di immagini e quella copertina allegra. Che è come dire, per alcuni, poco seria.

I membri dell’Istituto Mantovano per la Storia contemporanea (ex Istituto per la storia della Resistenza), invece, hanno voluto aprirlo comunque quel libro e prenderlo sul serio. Dopodiché hanno pensato addirittura di organizzare una sua presentazione, per discuterlo. Hanno invitato uno studioso del tema (Enrico Francia; un altro specialista, Maurizio Bertolotti, coordinava i lavori; e non sono mancati gli interventi informati e circostanziati da parte del pubblico presente in sala: però! allora le rivoluzioni del Quarantotto riscuotono ancora un certo interesse!), hanno organizzato tutto benissimo, hanno accolto cordialmente Piero Brunello e Stefano Petrungaro, che del libro, e del convegno che lo ha originato, hanno tenuto un po’ le redini.

Cosa non facile, visto che, come la presentazione ha confermato, quel libricino è esplosivo, nel senso che – se lo apri – rivela che ha un sacco di cose da dire. Piccolo, ma ricco, ci hanno detto a Mantova. E così è diventato l’occasione per toccare numerosi temi importanti legati a quei fatti, come la lotta per l’emancipazione sociale, la questione del moderno nazionalismo – incluso quello italiano, si è voluto sottolineare –, le battaglie per il miglioramento delle condizioni della donna, delle minoranze sia religiose che nazionali. Come studiare adeguatamente quelle rivoluzioni, guardando anche alle classi subalterne, alle campagne, secondo sensibilità storiografiche un tempo floride e attualmente in affanno? E guardando non solo agli angusti e fuorvianti contesti nazionali, ma anche a quelli più ampi, come quello asburgico di cui si occupa il libro? Come servirsi di quei fatti e delle riflessioni che hanno prodotto, per avvicinarsi criticamente al presente? Di questo e di molto altro si è discusso, in un clima serio ma non serioso, allegro e comunque concentrato. Un grazie di cuore agli organizzatori e ai partecipanti.

la scampanata di gennaio

campos_boccale_webBuoni propositi per il 2010

Nel corso del 2010, le Edizioni Spartaco continueranno la loro ricerca nel campo della narrativa, proponendo un mix di testi di autori stranieri contemporanei e classici, di testi teatrali e scrittori italiani. Tra gli stranieri segnaliamo: Maggie Gee (autrice britannica scoperta in Italia da Spartaco e ora al terzo romanzo tradotto, intitolato The White Family, dopo Il diluvio e Anni luce); Alex Wheatle (altra scoperta di Spartaco, che ne proporrà il secondo romanzo, dopo Tranquillo, fratello!); Ben Fountain, giovane scrittore statunitense, considerato uno dei più interessanti emergenti del panorama editoriale nordamericano, con una raccolta di racconti intitolata Fugaci incontri con Che Guevara. Dopo l’esperienza della commedia autobiografica di Dan Fante (figlio di John Fante) Don Giovanni, anche nel 2010 Spartaco proporrà un volume di testi teatrali: stavolta tocca a un attore e autore italiano, Tony Laudadio, con una raccolta di tre testi intitolata Teatro fuorilegge (La gabbia indaga nel mondo della camorra, L’appostamento è la storia in chiave noir di quattro poliziotti e un malvivente, Infanzia di un socialista torna ai tempi di Mani Pulite attraverso i sogni di un bambino dell’epoca). Nell’anno dei Mondiali di calcio, anche Spartaco non si farà mancare un volume sul gioco del pallone: una raccolta di racconti e memorie su alcuni tra i calciatori più significativi della storia del football: Per segnare bisogna tirare in porta, curato da Marco Ottaiano. Da Boninsegna a Mancini, da Lalas a Di Bartolomei, miti e leggende del calcio diventano protagonisti delle pagine di autori come Marco Civoli, Silvio Perrella, Maurizio de Giovanni, Sergio Ferrentino, Gianluca Morozzi, Paolo Pasi, Athos Zontini, Lara Vecchio, Sara Ventroni… Nella collana di saggistica, particolarmente significativa è la raccolta di articoli e cronache di Azra Nuhefendic, giornalista bosniaca, testimone dell’assedio di Sarajevo. L’idea è raccontare – mescolando esperienza personale, storia ufficiale, ricordi, miti e pregiudizi – pezzi di vita di un paese scomparso (la Jugoslavia) e della Bosnia Erzegovina, paese che presto potrebbe scomparire.

 

Il “sognatore abusivo” Paolo Pasi a Fahrenheit (Radio Rai Tre) il 7 gennaio

Paolo Pasi, giornalista televisivo e scrittore, autore del romanzo Memorie di un sognatore abusivo, sarà ospite di Fahrenheit, il programma dedicato ai libri di Radio Rai Tre, in onda il pomeriggio dalle 15 alle 18. L’intervento di Pasi è previsto intorno alle ore 17 e il romanzo sarà il “libro del giorno”. [segui il link al sito di Fahrenheit…]

 

In arrivo “Il boccale bulgaro” di Campos de Carvalho

Sarà nelle librerie a fine gennaio il primo romanzo di un grande scrittore brasiliano tradotto in Italia. L’autore è Campos de Carvalho, considerato un vero e proprio classico nel suo paese, e il titolo del libro è Il boccale bulgaro. Scritto in soli venticinque giorni, Il boccale bulgaro è la paradossale storia costruita intorno a un viaggio annunciato a mezzo stampa dal protagonista. L’obiettivo, incredibilmente serio, è capire se la Bulgaria effettivamente esista e se, con essa, esistano anche i boccali bulgari (durante la dittatura, la frase «arriva il boccale bulgaro» era usata nelle redazioni dei giornali per annunciare la sgradevole visita dei censori). In poche pagine, si viene risucchiati in una storia visionaria, con uno stile inconfondibilmente raffinato, colto e tagliente, impreziosito da una rara ironia e animata da un protagonista memorabile.

 

A gennaio siamo a Palermo, Napoli e Santa Maria Capua Vetere

Lo stesso romanzo Memorie di un sognatore abusivo di Paolo Pasi sarà al centro di un altro breve giro di presentazioni a fine gennaio, dopo le tappe a Milano, Torino, Bologna e Roma dei primi di dicembre. Pasi sarà a Palermo (libreria Modus Vivendi) il 28 gennaio, a Napoli (sede da definire) il 29 gennaio e a Santa Maria Capua Vetere (libreria Spartaco-Interno4) il 30 gennaio. A febbraio il “sognatore abusivo” sarà a Pavia e Catania, mentre a marzo il tour toccherà Roma e le Marche.

 

Hanno parlato di noi…

 

-      su Periodico Italiano, Dario De Cristofaro ha recensito il romanzo Memorie di un sognatore abusivo di Paolo Pasi. [leggi la recensione su Periodico Italiano…]

 

Buone letture dalle Edizioni Spartaco